venerdì 4 gennaio 2008

Un problema insolubile



Non il disgelo, ma l’appassimento continuo - ecco la descrizione delle relazioni catolico-ortodosso del portavoce del Patriarcato di Mosca, don Vladimir Vigilianskij. Lui si è accorto che con le dichiarazioni precedenti sul miglioramento dei rapporti reciproci, non va avanti il progresso del dialogo.

Il segretario della sala stampa del patriarcato ha detto che “adesso un dialogo ortodosso-cattolico “appassisce” e progredisce con l’apatia, come si fossero gli anni precedenti”. Secondo Vigilianskij, la causa principale, per la qual è cosi, sia l’insolubilità dei problemi che esistono sulla linea Mosca-Vaticano. E questo ultimo, rende impossibile l’incontro Benedetto XVI con Aleksij II.

Dopo i cambiamenti personali nella sede arcivescovile di Mosca, sembrava lungo aspettato il miglioramento nei rapporti ortodosso-cattolici. Però, come vediamo adesso, anche il nuovo vescovo di Mosca, mons. Paolo Pezzi, (al posto di mons. Tadeusz Kondrusiewicz), non significa nihil nuovo in questa situazione. Purtroppo, la parte ortodossa chiede di degradare tutte le diocesi cattoliche che esistono in Russia alle amministratore apostoliche. Sicuramente "la litania delle domande" non si sarebbe finita con questo.

Per dialogare occorre trattare il suo interlocutore fraternamente. Se no, un dialogo tra ortodossi e cattolici, rimane una grande illusione.
http://www.radiovaticana.org/pol/Articolo.asp?c=176988

Nessun commento: