
Tanti di noi con grande affezione seguono la letteratura mondiale, in particolare le opere dei grandi scrittori. Dostoyevskij, Tolstoj, Zola, Balzac…L’elenco degli scrittori potrebbe esserci più lungo.
Allo stesso tempo sappiamo che inoltre il cinema tenta di produrre le grandi opere basate sui tali romanzi. Inevitabilmente siamo di fronte della scelta (Andare a vedere il film che dura poco rispetto alla lettura affascinante del libro).
Se l’uomo decide di far tutte due cose, alla fine riesce a presentare la sua opinione personale. Dunque arriviamo al momento importante di questa riflessione. Saper esserci critico – quella è la sfida per noi vuol dire imparare a valutare le opere umane. Per far l’esempio:
Ho trovato sul sito Web il breve commento del film Quo vadis. (Con Peter Ustinov, Leo Genn, Deborah Kerr, Robert Taylor, Patricia Laffan, Marina Berti, Norman Wooland, Ralph Truman , colore 171 minuti. - Produzione USA 1951).
Ho trovato sul sito Web il breve commento del film Quo vadis. (Con Peter Ustinov, Leo Genn, Deborah Kerr, Robert Taylor, Patricia Laffan, Marina Berti, Norman Wooland, Ralph Truman , colore 171 minuti. - Produzione USA 1951).
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=19990 Morando Morandini dice: “Quasi 3 ore di noia monumentale con frammenti di istrionismo ben temperato (Ustinov/Nerone), una magniloquente colonna musicale di Miklos Rosza, una smagliante fotografia di Robert Surtees e William V. Skall”.
Cerco di trovare la risposta alla domanda attraverso questo l’esempio: Veramente esiste cosi grande differenza nella percezione del libro e del film? Io avevo fortuna leggere questo libro ma anche vedere il film. È vero che il libro di Sienkiewicz non si può sostituire per l’altra cosa però allo stesso tempo non voglio disprezzare totalmente dei valori del film. Non sono d’accordo che il film Quo vadis = 3 ore di noia.
La discussione rimane aperta tra quelli che sono “pro” e “contro” della lettura oppure della visita nel cinema. Non pretendo imporre le mie ragioni ma tengo opportuno esserci la persona con la capacità di valutare le opere di cultura, i commenti degli altri per non esserci fazioso.
Rafał Leśniczak
