La Cina si prepara alla consacrazione di tre nuovi vescovi, che è stata confermata dal governo comunistico. L’agenzia UCAN nota che il 30 di novembre 2007 a Yichang (la Cina centrale) don Francis Lu Shouwang riceverà la sacra. Lui de facto da due anni (dal luglio 2005) esercita già la funzione di amministratore di questa diocesi, dopo la morte mons. Paul Francio Zhang Mingqian. Don Lu Shouwang è stato eletto dai preti diocesani, dalle suore e dal popolo cristiano.Gli altri due nuovi vescovi si chiamano: Joseph Li Jing e Joseph Gan Jungiu.
In Cina, dove esiste la divisione sulla Chiesa clandestina e la Chiesa patriottica, il cattolicesimo deve affrontare i tanti problemi. Il comunismo offre una certa libertà di culto solo ai fedeli aderenti alla Associazione patriottica cattolica cinese (la Chiesa patriottica) che ufficialmente non riconosce il primato del Papa sulla Chiesa. Invece la Chiesa clandestina è costretta a lavorare con il grande rischio di andare al carcere o ai lavori forzati.
Non sempre esiste il consenso che riguarda la nomina alla sede vescovile, come in questi giorni. Basta ricordarci la morte del vescovo-prigioniero il 9 di settembre 2007, mons. Han Dingxiang. Dal dicembre 1989 era l’amministratore della diocesi di Yongnian (la Cina nord). Aveva 71 anni e quasi durante la metà della sua vita era privato della libertà. Il motivo della morte è rimasto sconosciuto per l’opinione pubblica. Resta il pensiero: Fino a quando la Cina dovrà ancora sopportare questa difficile situazione e piena di ferite?
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