
La relazione dollaro/euro stabilisce un nuovo primato nel mercato bancario a Londra. Questa notizia come il ritornello è presente da qualche settimana nelle conversazioni degli economisti. Poi gli analitici dicono che le perdite nel settore finanziario in USA possono provocare il calo del saggio d’interesse.
La moneta corrente americana rispetto a 16 più importanti valute effettivamente sta calando quasi ogni giorno. La relazione euro/dollaro in questo periodo è su livello 1,45.
La moneta corrente americana rispetto a 16 più importanti valute effettivamente sta calando quasi ogni giorno. La relazione euro/dollaro in questo periodo è su livello 1,45.
Che cosa significa questo corso del cambio per il cittadino? Alcuni hanno la tentazione di pensare per questo del benessere di tutti quelli che vivano in Europa. È vero? I dati ci mostrano qualcosa diverso. Anche nell’ambito italiano, aumenta il numero delle famiglie nelle difficoltà. Due italiani su cinque non riescono a mettere un euro da parte perché consumano tutto il reddito.
Dal sondaggio, realizzato su un campione di mille cittadini, emerge che, rispetto al 2006, scende il numero di coloro che riescono a risparmiare, dal 37% al 33%, mentre cresce chi non riesce a mettere un euro da parte (sono il 39% del totale). Dal 2001 a oggi, inoltre, le famiglie in “saldo negativo”, ovvero coloro che ricorrono a prestiti o ai risparmi accumulati, sono cresciute del 2% annuo, con la conseguenza che nei sette anni trascorsi sono più che raddoppiate, raggiungendo quota 27 per cento.
Allora non necessariamente tutto in “economia famigliare” dipende dalla proporzione EUR/USD.
Fa riflettere come solo la metà degli italiani (51%) è soddisfatta della propria situazione personale (nel 2001, erano il 65 per cento).
Dal sondaggio, realizzato su un campione di mille cittadini, emerge che, rispetto al 2006, scende il numero di coloro che riescono a risparmiare, dal 37% al 33%, mentre cresce chi non riesce a mettere un euro da parte (sono il 39% del totale). Dal 2001 a oggi, inoltre, le famiglie in “saldo negativo”, ovvero coloro che ricorrono a prestiti o ai risparmi accumulati, sono cresciute del 2% annuo, con la conseguenza che nei sette anni trascorsi sono più che raddoppiate, raggiungendo quota 27 per cento.
Allora non necessariamente tutto in “economia famigliare” dipende dalla proporzione EUR/USD.
Fa riflettere come solo la metà degli italiani (51%) è soddisfatta della propria situazione personale (nel 2001, erano il 65 per cento).
1 commento:
Mi è piaciuto vedere che non hai paura di affrontare i temi di diversa provenienza (da vita religiosa e spirituale, cinema, fino all'economia). Non essere troppo timido, però, nel esprimere il tuo giudizio o il punto di vista sopratutto quando è controcorrente. Coraggio!
Wojtek Tarasiuk
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